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VA LASCIATA LA CASA IACP DISABITATA DA TRE MESI PDF Stampa E-mail

Perde il diritto a continuare ad abitare nelle case dello IACP l’inquilino che – senza avvisare

L’istituto di edilizia residenziale pubblica – si allontanava dalla sua abitazione per più di tre mesi. In questo caso è pienamente legittima la revoca dell’assegnazione dell’alloggio.Lo sottolinea la Cassazione, prima sezione civile con la sentenza 8519, che ha respinto il ricorso di un uomo che protestava contro la revoca dell’assegnazione della casa dello IACP nella quale abitava e dalla quale si era allontanato per più di tre mesi senza la preventiva autorizzazione dell’ente proprietario dell’alloggio.

            In primo grado l’inquilino aveva visto accolte le sue ragioni, ma in seguito la Corte d’appello di ANCONA aveva ribaltato il verdetto e aveva dato ragione allo IACP. Adesso anche la Cassazione ha sottolineato che ( in tema di edilizia residenziale pubblica, l’abbandono dell’alloggio, anche se per ragioni di lavoro, giustifica la revoca dell’assegnazione in locale poiché bisogna rendere disponibili gli alloggi, non più occupati stabilmente, per le esigenze dei soggetti del tutto privi di abitazione e senza che abbia alcuna importanza la ragione dell’abbandono dell’alloggio stesso da parte dell’assegnatario). La Suprema Corte, inoltre, non ha dato nessun rilievo alla circostanza che nella casa dello IACP vivesse la figlia dell’inquilino durante il periodo di assenza ingiustificato del padre.  

 

Fonte: articolo da “il sole 24 ore”

 
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