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QUANDO UN SOLO CONIUGE HA I REQUISITI "PRIMA CASA" PDF Stampa E-mail

    Per prima cosa occorre precisare che i requisiti per fruire dei benefici fiscali “prima casa” devono sussistere in capo all’acquirente (e non in capo al genero della lettrice, al quale l’immobile verrà poi concesso in comodato).

   Ciò premesso, per godere dei benefici in questione, occorrerà che ricorrano le condizioni di cui alla nota II-bis all’articolo 1, quarto periodo, della Tariffa, parte prima, allegata al Dpr 131/86 e cioè: a) che l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquisito come prima casa sul territorio italiano.

   La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto; b) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare; c) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni fiscali prima casa.

   Occorre, infine, considerare che, nel caso in cui l’immobile ricada nel regime di comunione legale dei beni ex articolo 177, lettera a) del Codice civile, si discute in dottrina se i requisiti sopra citati debbano sussistere in capo a entrambi i coniugi o solo in capo al coniuge che interviene al rogito.Si passa, al riguardo, da una tesi restrittiva secondo la quale, in caso di acquisto della casa di abitazione da parte di uno solo dei coniugi che si trovi in regime di comunione legale dei beni, per fruire delle agevolazioni fiscali occorre che entrambi i coniugi siano in possesso dei requisiti previsti dalla legge (Commissione tributaria di primo grado di Matera, sezione III, decisione del 13 giugno 1994); a una più liberale secondo la quale le agevolazioni prima casa spettano per intero anche nell'ipotesi in cui uno solo dei coniugi, in comunione legale, possieda i requisiti di legge (Commissione tributaria di primo grado di Monza, sezione I, decisione del 25 maggio 1987, n. 2440; Commissione tributaria centrale, sezione XVIII, decisione del 7 marzo 1995, n. 919; Commissione tributaria regionale del l'Abruzzo, sezione VI, decisione del 24 dicembre 1997, n. 471). Vi è poi una teoria intermedia secondo la quale sono applicabili pro quota, alla fattispecie in esame, i benefici fiscali previsti per l'acquisto della cosiddetta prima casa (si veda Cassazione, sentenza 3159/96), soluzione confermata anche dall'amministrazione finanziaria dello Stato con risoluzione del 26 maggio 2000, n. 76/E.Si segnala, peraltro, che è anche intervenuta una sentenza della Cassazione, con la quale la stessa ha abbracciato la teoria della spettanza per intero dei benefici fiscali prima casa anche nel caso in cui uno solo dei coniugi possieda i requisiti di legge (cioè quelli di cui all'articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al Dpr 26 aprile 1986, n. 131, comma 1, quarto periodo, sopra citati).Si tratta della sentenza del 28 giugno 2000 (pubblicata il 28 ottobre 2000) della Cassazione - sezione tributaria, la cui massima è la seguente: «Nel caso di acquisto di appartamento a uso abitativo da parte di uno dei coniugi in regime di comunione legale, l'altro ne diviene comproprietario ex articolo 177 del Codice civile con diritto di fruire delle agevolazioni fiscali contemplate in relazione all'acquisto della "prima casa" anche se sprovvisto dei requisiti di legge, sussistenti solo in capo al coniuge acquirente».

 
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